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Aspettando Godot illumina il Teatro Vittoria

Aspettando Godot in scena dal 19 al 24 novembre con Pietro De Silva nei panni di Vladimiro, Felice della Corte in quelli di Estragone, e poi Riccardo Barbera (Pozzo), Roberto Della Casa (Lucky) e Francesca Cannizzo (Ragazzo), diretti da Claudio Boccaccini.

Aspettando Godot ottiene con il suo autore Samuel Beckett fama internazionale in tutta Europa e diviene l’emblema del teatro dell’Assurdo. Il teatro dell’assurdo si sviluppa nel dopoguerra legato alla dottrina filosofica dell’esistenzialismo francese. Tutto si tradusse in una struttura drammaturgica non lineare dove venivano impiegati una successione di episodi uniti dall’argomento o dalla presenza di stati d’animo, e non da una relazione causa effetto.

Con il Teatro dell’assurdo si arriva a costruire una struttura drammatica in grado di riflettere il caos che costituiva il tema fondamentale della loro opera, dove il senso dell’assurdo era rinforzato da eventi incongrui che producevano effetti tragicomici e ironici, ed inoltre i suoi autori si esprimevano soprattutto con la comunicazione non verbale.

Samuel Beckett scrisse Aspettando Godot nel 1952, ma venne messo in scena con clamore nel 1953 il protagonista principale è Godot ma è anche il grande assente, l’opera è divisa in due atti. Due uomini vestiti da barboni trascorrono il loro tempo ad aspettare il Signor Godot. Sono l’uno speculare all’altro, litigano in continuazione, relitti umani, isolati in uno spazio immaginario senza tempo, si torturano e si consolano a vicenda e si pongono domande a cui non riescono a rispondere, ma i loro discorsi sono sconnessi e superficiali, in questo senso emerge il non senso della vita umana.

Ad un certo punto nel dramma sopraggiungono due nuovi personaggi che rendono l’atmosfera surreale. Pozzo che assomiglia ad un direttore di un circo ed il suo servitore legato ad una corda visibile ma anche invisibile, un cordone ombelicale che fa dei due un unico personaggio.

Godot non appare, annunciato da un messaggero del suo ritardo. Chi è Godot, forse Dio o rappresenta la assenza di un Dio che salva che da un senso alle cose?

I giorni si ripetono con piccole varianti e tutti si dimenticano di ciò che accade tranne Vladimiro che svela il non senso della realtà.

La Scenografia e la regia sono minimaliste, surreali, domina il salice dorato e le buste a terra che rappresentano molto probabilmente immondizia, domina l’angoscia.

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