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“DON CHISCI@TTE” @TEATRO TOR BELLA MONACA di Roma

[:it]Al TEATRO TOR BELLA MONACA di ROMA venerdì 2 e sabato 3 novembre ore 21, domenica 4 novembre ore 17.30 e ore 21, poi in tournée.

Testo liberamente ispirato a Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes di Nunzio Caponio
Adattamento e regia Davide Iodice

Con Alessandro Benvenuti, Stefano Fresi
Scene Tiziano Fario
Costumi Daniela Salernitano
Luci Andrea Garbini
Produzione Arca Azzurra Produzioni

L’entrata a teatro è libera. E Appena entri in platea noti subito il boccascena aperto, il sipario spalancato, la scenografia in bella vista e non solo. Lanciando un occhio sul palcoscenico notiamo qualcosa di familiare, avvicinandoci verso le prime file riconosciamo subito il dettaglio: la nostra figura proiettata sul fondo dello spazio scenico. Dopo una prima sorpresa ci accorgiamo dell’artefatto: una telecamera sta riprendendo la platea ribaltando il punto di vista e trascinando immediatamente lo spettatore dentro la storia che deve ancora iniziare. Siamo in una sorta di anticamera della trama. Ci allontaniamo per metterci nelle ultime file, al posto assegnato e vediamo interessati e divertiti la reazione degli altri spettatori. Affascinate.

La scena rappresenta una specie di padiglione/studio/garage che sembra essere il covo di una vita fortemente vissuta e reattiva. Una video proiezione piena di disturbi ottici a tutta scena ti cattura, ti magnetizza come una specie di calamita mentale, ti porta ad osservare ogni particolare, uno ad uno. Improvvisamente, scorrendo lo sguardo, ti accorgi appunto di un dettaglio che ti era sfuggito:  uno dei protagonisti, Alessandro Benvenuti, è già li dall’inizio, da quando siamo entrati, sdraiato su di una branda, elemento umano nascosto seppur alla vista di tutti. Ancora più affascinante.

Si siedono tutti e si abbassano le luci. L’attore si alza dal giaciglio come ripresosi da un sogno onirico, si avvicina alla telecamera a noi rivolta, la ruota verso di se… e si parte.

In una sorta di video diario iniziamo a conoscere Mario che dal suo pulpito, con l’ausilio di questa finestra virtuale proiettata sul mondo, ci parla di se, del tutto che ci circonda, delle sue impressioni della vita rispondendo a questi precedentemente a lui posti e gettando le fondamenta per farci ragionare e discutere. In silenzio ascoltiamo e capiamo che quello che erroneamente descriveremmo come un tentativo di reality è anzi un vivido specchio della realtà.

E’ poi la volta dell’ingresso di Stefano Fresi, nella trama Andrea, che con il suo ingresso spezza questo momento di seriosa passione con delicatezza e ilarità, non con forzatura. E’ una compensazione la sua: ci sorprende addirittura mettendosi spesso ad un pianoforte per

regalarci note musicali e poesia. I due si alternano così, vivi, in questo atto unico, facendoci ridere e pensare, riflettere e sognare.

L’idea del video diario di Mario nasce dalla volontà di analizzare e testimoniare una visone tutta sua della società. Una società che secondo lui lavora come un meccanismo guasto, che più che aggiustato va guarito. Un posto dove ormai regna  il condizionamento, un luogo pieno di buchi che messi assieme generano un caos di dimensioni enormi, voragini che inghiottono tutto e che sprofondano le persone  nell’ignoranza. E la gente non reagisce, si adatta anzi a questa ignoranza come nell’esempio, preso in prestito da  Noam Chomsky e da lui ben spiegato, del “Principio della Rana Bollita“.

A questo esempio chiarificatorio ma surreale di Mario si contrappone però Andrea, con enfasi e considerazioni semplici a contrasto di quelle, lucide e determinate. Il pubblico cosi si immedesima e attraverso lui ascolta domande che cercano una risposta vera, concreta e più semplicemente comprensibile. Andrea è uno spirito libero e ingenuo a contrasto con i ragionamenti complicati di Mario, consapevoli ma difficili da seguire. Inizia quindi una continua e costante “partita” di concetti che coinvolge: le battute vertono persino tra la contestazione della speranza a contrasto della risoluzione del caos con una semplice nullificazione del tutto.

Man mano che la discussione prende piede si passa anche all’esercizio fisico per la preparazione di una vera e propria lotta fisica, uno dei possibili contrasti da attuare contro un progresso spietato e spersonalizzante. Ma anch’essa si rivela inutile davanti a una troppo forte tecnologia alienatoria che avanza. Pare di essere quindi davanti ad un vicolo cieco… ma ecco che sopraggiunge l’illuminazione: e’ l’amore forse la unica via, l’unico sentiero positivo per risvegliare i neuroni assopiti dell’umanità? Vale la pena di tentare, perché l’amore spinge a tutto, l’amore dà una ragione a tutto, l’amore spinge all’azione!

Ed è qui che capiamo che Mario, questo Don Chisc@tte, non è per niente un folle ma anzi una mente illuminata ma emarginata. Che comprende che chi è chiuso in questa nebbia non vede e “accetta la sconfitta come un dato di fatto” perché non capisce più che la soluzione di tutti i problemi sta nella volontà di VOLERE il cambiamento. Perché Volere è potere! …Ma come arrivarci?

Una strada da battere, forse, è confessare e confessarsi le proprie paure e avere il coraggio di fare quello che si sente. Solo un “salto quantico della vita“, della voglia di vivere la propria vita ci può aiutare. Bisogna applicarsi in quella direzione per per cambiare le cose dentro e intorno a noi!

L’entusiasmo nostro e in scena adesso è alle stelle, Mario decide in un nuovo messaggio al mondo di annunciare la fondazione di una nova realtà: l’ordine dei “Cavalieri Quantici“! Un pugno di eroi che tutto può fare al grido del giuramento dei suoi 3 principi fondamentali: “Giuro di di desiderare il bene e il bello per me e per gli altri“; “Giuro di non lamentarmi e agire“; “Giuro di essere costantemente innamorato!

Ma la reazione del resto mondo e addirittura quella dell’appena nominato “scudieroAndrea non è quella che ci si aspetta, non è quella che si vorrebbe o penserebbe. Lo risposta è cruda e fa male. Il rifiuto sano di una società malsana viene considerato per convenienza sbagliato. Per tutti gli altri, uscire dallo schema per rompere le sbarre della nostra prigione invisibile vuol dire solo deragliare… e i tutti i lati positivi vengono canzonati come fantasie da punire.

E in questo scontro di proposte addirittura la platea si divide per scelta di concetto, applaudendone prima l’uno e poi l’altro… facendoci a tratti raggelare, a tratti sperare… Alla fine della rappresentazione traducendo tutto in una realtà che ti lascia l’amaro in bocca: che viviamo in una società dove non fare nulla è un errore, ma anche pretendere troppo è sbagliato . Una partita patta.

Terminato tutto mi alzo dal mio posto, saluto la compagnia, salgo in macchina e appena solo, alla guida verso casa, penso… penso che lo spettacolo è bello. Che i due attori tengono la scena benissimo, creando quei contrasti che rendono vivo un dialogo ai massimi livelli, senza annoiare mai. Che nonostante i cenni a ragionamenti difficili da comprendere per i più, la regia e la struttura drammatica del testo creano una roccaforte difficile da abbattere, che si staglia cristallina davanti agli occhi e all’ascolto dello spettatore. Che luci, costumi e gli effetti scenici che fanno riferimento a scienza e tecnologia lo portano ad esempio come uno spettacolo moderno ed attualissimo, dove tutti ci immedesimiamo e riconosciamo, nel bene e nel male…

E piano piano, anche adesso che scrivo, decido di eleggermi anche io a cavaliere quantico e mi sussurro dolcemente e ripetutamente i 3 nuovi principi fondamentali che da adesso in poi faranno parte della mia vita…

Giuro di desiderare il bene e il bello per me e per gli altri…
Giuro di non lamentarmi e agire…
Giuro di essere costantemente innamorato…

 

 

PAOLO RICCI

 

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About Paolo Ricci (32 Articles)
Paolo Ricci, nato a Pistoia nel 1972, è un attore e caratterista Italiano; la sua carriera nel mondo dello spettacolo inizia nel 1986 frequentando televisioni, teatri e set. Nel 1998 Paolo Ricci si Diploma come Attore di Prosa alla Scuola di Teatro di Bologna “Alessandra Galante Garrone” e dal 1999 si trasferisce a Roma. Esordisce agli inizi degli anni duemila interpretando ruoli da protagonista e coprotagonista, primario e comprimario nel cinema (major e indipendente), in televisione (anche come presentatore), nel teatro di prosa e per il teatro per ragazzi. Grazie all'intensa carriera cinematografica, partecipa attivamente al cinema indipendente con lungometraggi, cortometraggi e videoclip musicali; impegnandosi anche in pubblicità, documentari, doppiaggio, radio e speakeraggi. E’ attivo anche nella promozione, direzione artistico/organizzativa di eventi, compagnie teatrali, gruppi di lavoro e laboratori con le sue organizzazioni e piattaforme multimediali (Progetto TANGRAM) che offrono una vetrina di visibilità in tutti i campi dello spettacolo sia a figure emergenti come di confermata notorietà; infine l’attore si dedica anche all'insegnamento della recitazione e dell’improvvisazione. http://www.riccipaolo.it/ - https://progettotangram.wordpress.com/

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