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I ragazzi che si amano illumina d’immenso il Teatro Eliseo.

Dal 18 febbraio 2020 al 1 marzo 2020 il Teatro Eliseo accoglie in scena l’opera teatrale di Gabriele Lavia “I ragazzi che si amano”. Si tratta di uno spettacolo tratto dal poema omonimo di Jacques Prévert, la storia di due giovani innamorati che si baciano al tramonto, dimentichi di tutto e tutti, che si contrappongono ai passanti immersi nella realtà quotidiana.  I due ragazzi che si amano vivono in un mondo costituito dal calore dei loro sentimenti, non si accorgono per nulla della gente che li deride mentre si baciano, disapprovando aspramente il loro gesto.

Questa indignazione degli adulti mette in evidenza la differenza che c’è tra un’ amore giovanile ed un’ amore maturo, i ragazzi che si amano sono estranei al mondo e abbandonati al loro sentimento, si scordano di tutto avvolti come in una nube. La gente adulta li giudica, fa loro la morale, disprezza un gesto innocente e puro che loro stessi hanno conosciuto. Un mondo adulto che si è chiuso moralmente, invidioso e incurante dell’innocenza dell’amore giovanile, della sua purezza.

Ricordiamo che Prèvert è uno dei più famosi “poeti d’amore” della nostra epoca, grazie alla naturalità del suo lessico, alla quotidianità delle circostanze e all’intensa suggestione emotiva dei suoi versi. La sua facile vena poetica, di grande effetto soprattutto sui giovani, lo rese anche autore di canzoni di grande successo, come la celebre “Le foglie morte”, fu anche un famoso sceneggiatore. Questo sottolinea la bravura di Lavia che tra citazioni colte (da Magritte a Presley, da Picasso ai Beatles, da Heidegger a Hopper), ci ‘illumina’ – anche solo per pochi istanti, quelli che servono per ‘tre fiammiferi uno dopo l’altro accesi nella notte / il primo per vederti tutto il viso / il secondo per vederti gli occhi / l’ultimo per vedere la tua bocca’ – con il chiarore della poesia.

“Prévert non vuole essere diverso da noi – prosegue l’attore e regista – non vuole farsi notare. È vestito di grigio. Porta impermeabile e cappello. La domanda è: che cosa siamo noi? Noi, siamo tutta la vita. Noi ci amiamo e noi viviamo, noi viviamo e noi ci amiamo… Con un colpo di scena che ci dà la misura della grandezza di questo autore, Il poeta ci dice che noi non sappiamo che cosa sia la vita, non sappiamo che cosa siano i giorni e non sappiamo che cosa sia l’amore. L’essere è soltanto nella non-coscienza di sé.” E prosegue “I ragazzi che si amano sono in un altrove, dunque – interviene Lavia – per quanto riguarda l’universo di Prévert si tratta di una realtà post platonica, in cui gli uomini vivono in un luogo delle ombre tipico della dimensione della caverna e al contrario i ragazzi che si amano stanno dove c’è la luce sconosciuta fuori dalla caverna. Jacqués Prévert – al di là della popolarità delle sue parole d’amore – è un poeta estremamente complesso, un poeta strano, che ha attraversato tanti momenti diversi e che ha voluto usare le parole di tutti i giorni per esprimere concetti così profondi”.

 

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