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Intervista a Chiara Tiboni: alla scoperta dell’Architasto

Abbiamo intervistato Chiara Tiboni, clavicembalista e docente della Cattedra di Clavicembalo e tastiere storiche presso il Conservatorio Statale di Musica di Frosinone.

 

E’ presidentessa e direttrice artistica della Associazione Musicale L’Architasto, il cui intento, in particolare, è rivalutare gli antichi strumenti da tasto (clavicembalo, clavicordo, organo, fortepiano).

 

Dal 2008 organizza a Roma il “Festival Internazionale de L’Architasto: il clavicembalo” cercando di rinnovare lo splendore che la tastiera aveva raggiunto a Roma nel diciassettesimo e diciottesimo secolo. Ed è proprio del Festival che ci occuperemo in questa intervista, per cercare di capire la magia di questa musica tradizionale e antica.

1) Quando è nata e di cosa si occupa l’associazione culturale l’Architasto? 

Dal 2007 l’Associazione Musicale “L’Architasto” organizza a Roma manifestazioni musicali dedicate alla musica antica in generale e, in particolare, alle tastiere storiche — clavicordo, clavicembalo, organo, fortepiano — tra cui il “Festival Internazionale L’Architasto: il clavicembalo” giunto alla X edizione.

I concerti si tengono in siti di interesse storico e musicale della città, quali il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, la Basilica di Santa Maria del Rosario in Prati, la Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio, la Sala dell’Immacolata della Basilica dei Santi XII Apostoli, la Basilica di Santa Maria degli Angeli, la Sala da Ballo del Casino Nobile di Villa Torlonia a Roma.

 2) Questa è la decima edizione del Festival, quindi un’edizione importante per l’associazione e gli amanti della musica antica. Quali sono le vittorie, le soddisfazioni e magari anche i cambiamenti avvenuti negli anni?

 E’ un traguardo per noi prestigioso, che nonostante le tante difficoltà, grazie alla partecipazione di tanti artisti italiani e stranieri, grazie all’appoggio di un pubblico appassionato e di piccoli sponsor siamo riusciti a raggiungere.

Le difficoltà non sono mancate, complice una sempre maggiore riduzione dei finanziamenti pubblici e privati che affligge la cultura. Ma va sottolineata la generosità dei piccoli sponsor, del nostro affezionato pubblico e dei soci, riuscendo così a resistere e ad andare avanti anno dopo anno, nel progetto culturale di proporre musica antica.

L’ Architasto nella propria attività ha anche proposto programmi con musiche inedite della scuola romana e di quella napoletana, facendo ascoltare i suoni perduti del clavicordo, del salterio, degli antichi organi, del fortepiano.

3) Com’è nato il festival? E come si presenta al pubblico?

Chi ci ha seguito negli anni ricorderà che il grande clavicembalista Gustav Leonhardt è stato  Presidente Onorario della nostra Associazione e che il 9 ottobre 2008, inaugurò il Festival con un  concerto di clavicembalo, ancora oggi nella nostra memoria per la bellezza esecutiva.

Anche la stampa parlo’ di questo straordinario evento culturale: 

 

«Merita di essere segnalata una nuova rassegna concertistica dedicata al clavicembalo: si tratta del Festival Internazionale L’Architasto: il clavicembalo la cui prima edizione prenderà il via il 9 ottobre a Roma…l’inaugurazione vedrà come protagonista un musicista che è un mito: Gustav Leonhardt…                                                                                        «Amadeus», n.10, ottobre 2008

«E’ già tutto esaurito il concerto di domani alle 18 con il quale l’ottantenne Gustav Leonhardt inaugura la rassegna romana dedicata al clavicembalo….il festival rappresenta una preziosa occasione per ascoltare alcuni tra i più affermati specialisti italiani come Enrico Baiano, impegnato in un programma dedicato a Scarlatti, e Francesco Cera…»

Luca Della Libera, «Il Messaggero», 8 ottobre 2008

«Come definire se non un “evento” la presenza a Roma di Gustav Leonhardt ? Alle soglie degli ottant’anni è impegnato in una tournée che giovedì tocca la capitale per l’inaugurazione del Festival L’Architasto…significativa la scelta del luogo il Museo degli Strumenti Musicali, che custodisce preziosissimi strumenti a tastiera…»

Giovanni DAlò, «La Repubblica», 7 ottobre 2008

Gustav Leonhardt ha creduto fortemente  in questo “piccolo, grande festival” come lui stesso amava definirlo perché’, diceva, aveva capito la filosofia dell’ Architasto, una giovane associazione romana tesa a valorizzare il notevole repertorio tastieristico del passato,  ma non solo, con un qualificato repertorio concertistico affidato ad esecutori esperti e specialistici

4) Cosa rappresenta la musica antica per la cultura e la tradizione romana?

Fin dal Seicento Roma si è distinta come uno dei principali centri di diffusione della tecnica e del repertorio per strumenti a tastiera; riportare in questa città una specifica attenzione nei confronti di tale repertorio ha quindi una valenza sia musicale sia culturale in senso più ampio.

Musicisti di prima grandezza quali Bernardo Pasquini, Domenico Scarlatti, lo stesso Georg Friedrich Haendel e Muzio Clementi ebbero in Roma, nei suoi palazzi e nei suoi mecenati un punto di riferimento per la loro carriera e per la formazione del loro stile compositivo.

Lo stile “romano” era così riconoscibile da essere addirittura indicato come il più ricco di colori e di espressione, caratteristiche che non solo accrescevano le possibilità degli strumenti già esistenti, ma ne facevano prevedere ulteriori sviluppi, come per esempio l’invenzione del “Gravicembalo con il piano e il forte”.

Lo studioso, poeta e trattatista settecentesco Scipione Maffei allude agli “spettacoli romani” proprio nello scritto in cui presenta l’invenzione del Cristofori e proprio a Roma — presso il Museo degli Strumenti Musicali — è conservato uno dei rarissimi esemplari originali del neonato pianoforte.

L’Architasto vuole quindi riproporre, nella città di Roma, quel repertorio per gli strumenti da tasto che in larga misura le appartiene.

6) Quali sono le date da ricordare e gli artisti che si esibiranno in questa X edizione?

I concerti si sono svolti e si svolgeranno a Roma dal 7 ottobre  al 10 dicembre alle 18,30 nella Sala dell’Immacolata (Via del Vaccaro n. 9) con 6 appuntamenti:

    • Sabato 7 ottobre, il primo appuntamento è stato una collaborazione con la terza edizione del  Rome Fortepiano International Competition- Muzio Clementi Prize,  concorso di fortepiano che vede coinvolte numerose istituzioni insieme alla Filarmonica Romana (Accademia Cristofori di Firenze, Festival Wunderkammer di Trieste, Centro studi del pianoforte storico presso la Scuola APM di Saluzzo, Festival Les Nuits Romantiques di Verbania e Festival L’Architasto di Roma). Al giovane vincitore sarà data la possibilità, nel festival de L’Architasto di esibirsi con un concerto su di un prestigioso fortepiano.
    • Sabato 21 ottobre, il secondo appuntamento, con due artiste danesi Marie Stockmarr Becker e Tønder Gunnhild dedicato alla musica del 500 e all’ improvvisazione. In particolare il loro progetto con questo programma è stato quello di indagare su come la musica strumentale si sviluppi al di fuori di quella  vocale. Un altro dei punti focali è quello di utilizzare materiale come diminuzioni e ornamenti (che è molto presente in questo stile di musica) e  usarli in improvvisazioni più libere su bassi ostinati.
    • Domenica 22 ottobre, il terzo appuntamento, a conclusione della masterclass di liuto di Evangelina Mascardi, con il concerto “Bach-Weiss, opposti quanto paralleli”, dedicato al repertorio per liuto di Johann Sebastian Bach e Sylvius Leopold Weiss. Vale la pena ascoltare insieme questi due giganti del Barocco per scoprire come la musica di Weiss prenda vita dalla natura strumentale del liuto e ne esalti le potenzialità, mentre quella di Bach solleciti lo strumento fino a farne emergere un idioma che a tratti lo supera, per quella di Bach è necessario sollecitare lo strumento per farne emergere un idioma che a tratti, grazie ad un virtuosismo tutto intellettuale, lo superi. Nei primi tre decenni del Settecento il liuto era uno strumento ancora molto amato e diffuso nelle principali corti europee.
      Evangelina Mascardi ha dedicato loro due CD, accolti assai calorosamente dalla critica internazionale, e premiati con il Diapason Découverte, il Pizzicato Supersonic e le 5 Stars Goldberg. Un programma imperdibile, impegnativo ma superbamente interpretato.
    • Sabato 28 ottobre,  il quarto appuntamento con “ I suoni di Milano”, affidato al violino di Prisca Stalmarski, con Francesco Tomasi tiorba e chitarra barocca, Chiara Tiboni clavicembalo. Ci troviamo a Milano, nel 1608: Francesco Rognoni pubblica le sue Canzoni Francesi, definendosi Sonatore di violino. È la consacrazione dell´uso di questo fortunatissimo strumento –adoperato già nel `500 principalmente per l´accompagnamento della danza- nel contesto della musica colta. Ciò segna l´inizio della tradizione, lunga e florida, della letteratura violinistica. Lombardi sono quindi i primi compositori per violino –come Francesco Rognoni stesso, Giovan Battista Fontana, Biagio Marini ecc-, e Milano il primo centro per la stampa delle loro musiche, prima di passare il primato alla città di Venezia. Con il programma di questa serata presentiamo pertanto alcuni “suoni” milanesi e dell´Italia del Nord; musiche scritte sì per strumenti ma che partecipano ai cambiamenti espressivi dell´inizio del ´6oo: indubbiamente le nuove composizioni strumentali “parlano” e “cantano” tanto quanto quelle per voce e mantengono il passo con le moderne monodie nel muovere le passioni dell´animo.
  • Domenica 5 novembre, il quinto appuntamento è stato con Clavier Ubung bestehend in einer ARIA mit verschiedenen Veraenderungen vors Clavicimbal mit 2 Manualen [“Variazioni Goldberg” BWV 988] con uno straordinario interprete, Luca Guglielmi al clavicembalo. Per la sua incisione delle Variazioni Goldberg ha ricevuto il “Diapason d’or”.

Nel festeggiare il decimo anno del festival, ci è sembrato doveroso fare ascoltare al nostro pubblico questa mirabile opera per clavicembalo a due tastiere, che si compone di trenta variazioni, tra cui ci sono canoni in tutti gli intervalli e movimenti, dall’unisono alla nona, con la melodia sempre limpidissima e scorrevolissima. Vi si trova anche una regolare fuga a 4 voci e, oltre a molte altre brillantissime variazioni per due manuali, alla fine ancora un cosiddetto “quodlibet”, che basterebbe da solo a rendere immortale il suo autore, pur non rappresentando affatto la parte precipua dell’opera.

  • Domenica 19 novembre, il sesto appuntamento con “Wienerreise”,con Costantino Mastroprimiano al fortepiano. Un viaggio nelle stile viennese, che connotava un specifica modalità di costruire gli strumenti, di comporre, di eseguire di ascoltare la musica per pianoforte. Se Londra rappresentava il cosmopolitismo artistico, imprenditoriale  e sociale, Vienna, pur essendo molto attiva , costruiva a poco a poco un bozzolo culturale che ne determinò poi l’ implosione all’ inizio del secolo XX. Ma la profondità della sensibilità viennese, la sua attenta percezione alle più piccole nuances, la sua controllata felicità, trovava massima espressione nei Fortepiani viennesi e in composizioni come quelle comprese nel programma di stasera.
  • Domenica 10 dicembre, settimo e ultimo appuntamento del festival “Rex coeli mundi: la musica sacra di Litterio Ferrari”con l’ensemble “A cento corde d’oro”, che si dedica alla riscoperta e all’esecuzione di musiche settecentesche italiane inedite per salterio – strumento dimenticato in epoca moderna – in stretta collaborazione con la musicologa Teresa Chirico, che ha inaugurato la ricerca in quell’ambito. Franziska Fleischanderl al salterio, Francesco Divito sopranista, Francesco Tomasi tiorba e Chiara Tiboni clavicembalo, ci faranno ascoltare musiche di Litterio (o Letterio) Ferrari, autore di ventisette composizioni liturgiche dell’antico fondomusicale del monastero delle Benedettine di San Severo, tutte dedicate alla voce di soprano.

Alcune di quelle composizioni comprendono lo strumento salterio in funzione concertante e sono degne, per molti motivi, di un’attenta disamina. Verranno eseguite anche musiche per salterio e clavicembalo concertante di altri autori appassionati del salterio.

Non ci resta che invitarvi a questi fantastici momenti di incontro fra cultura, tradizione, musica e arte, per riscoprire le atmosfere di tempi antichi e affascinanti.

Luna Riillo

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