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J’accuse l’ufficiale e la spia

Il film girato da Roman Polanski che ha ottenuto innumerevoli premi esce nelle sale italiane con un discreto successo. Il film affronta come uno  spy story l’Affaire Dreyfus e prende spunto da  J’accuse, editoriale scritto da Emile Zola, sul giornale l’Aurore. L’editoriale era in forma di lettera aperta al presidente francese pubblicato il 13 gennaio 1898 contro i nemici della “verità”.

Nel gennaio 1895 a Parigi il capitan Alfred Dreyfus (Louis Garrel) viene degradato dei ranghi al cospetto dei Parigini, accusato di alto tradimento e condannato pochi giorni prima. Sarà destinato ad una pena severissima trascorrere il resto dei suoi giorni in esilio sull’Isola del Diavolo. Tutta la vicenda si svolge sotto gli occhi attenti , di un personaggio che sembra marginale, di  Georges Picquart (Jean Dujardin). Picquart è stato istruttore di Dreyfus, ma non è questo che preannuncia la camera; dopo pochi mesi Picquart sarà nominato come nuovo capo dei servizi francesi. Casualmente si imbatte, in una corrispondenza che scagiona completamente Dreyfus, i dettagli della macchina da presa si concentrano su di essa in primissimo piano,. Così Picquart decide di riaprire l’indagine, ma incontra forti resistenze, comprende che ha a che fare con un vero è proprio complotto dalle implicazioni socio-politiche profonde.

Polanski torna dopo otto anni a girare un film adattando il libro di Robert Harris”an Officer and a Spy” a sua volta ispirato dal caso di Alfred Dreyfus, condannato ingiustamente per un crimine che non aveva commesso per un complotto antisemita.  E’ un film per certi versi autobiografico, bisogna ricordare come Roman Polanski sia stato nascosto nel ghetto di Varsavia a pagamento e sfuggito alla deportazione che ha invece condotto suo padre al campo Mauthausen, e ucciso sua madre ad Auschwitz.

Nel film quest’elemento autobiografico è molto velato, quello che viene costruito inquadratura dopo inquadratura è un film storico elegante con rigore assoluto che ammicca, soprattutto nel duello, a Barry Lindon di Kubrick. Polanski sceglie come sempre l’uomo sopraffatto dal suo destino, ma in questo caso incontra Picquart che mette a repentaglio la sua carriera e la sua vita per scagionarlo, l’uomo combatte affinchè la verità possa vincere.

Il film è stato girato a Parigi, le scene sono molto autentiche, si respira il profumo della capitale e Dreyfus, l’uomo ombra ,è l’espediente che ne fa vedere le sfaccettature più negative.

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