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La voce poetica della Viola @Camera Musicale Romana

Domenica 27 Gennaio per la IX stagione concertistica di Musica ai S.S. Apostoli a cura della Camera musicale Romana è stata protagonista la Viola.

Il titolo del concerto sotto la Direzione artistica del Soprano Elvira Maria Iannuzzi era “la voce poetica della viola”. Un’indagine sulle caratteristiche timbriche di questo strumento, a volte, poco conosciuto accompagnato dalle note del pianoforte.

La bravissima interprete che accompagna con vigore le note della viola è Domenica Pugliese, musicista diplomata in viola e violino e Monaldo Braconi è al pianoforte.

Non sono molte le composizioni ideate per la viola i primi esempi di concerti per viola includono il concerto in sol maggiore di Telemann e diversi concerti di Carl Stamitz e altri membri della sua famiglia.

Chi rese famosa la viola fu Mozart con il suo Trio dei birilli, il compositore lo ideò durante il corso di una partita ai birilli (tipo il nostro moderno gioco del bowling), per un trio di strumenti, violino, viola e pianoforte. Solo nel XIX e poi XX secolo la voce calda del violino fa la sua apparizione in diverse opere alcune di queste presenti in questo programma: da Glinka, padre della musica russa, passando per Schumann, Rachmaninov, Kachaturjan, Brahms e toccando anche la contemporaneità con l’Elegia e Capriccio di Simonide Braconi, prima viola dell’Orchestra del Teatro “Alla Scala” di Milano, compositore di alcune pagine importanti per questo strumento.

Come spesso accade in una fiaba, la viola, protagonista come una principessa apre le porte ad una infinità di possibilità interpretative. In essa c’è tanta musica che si potrebbero scrivere miliardi di opere e il suo suono si associa a quasi tutti gli strumenti.

La sonata in re minore per viola e pianoforte di Glinka interpretata magistralmente da Domenica Pugliese stupisce e commuove per la dolcezza del suono e per la grande vena romantica che l’accompagna.

I Marchenbielder op.113 che fa parte del repertorio del duo, sono appunto “quadri fiabeschi”(la traduzione in italiano) sono stati composti da Schumann intorno al 1851, il tema è fanciullesco riprende il tema dell’immaginazione infantile che aveva caratterizzato le sue opere precedenti.

L’opera è composta da quattro pezzi caratteristici, di durata breve. La forma compositiva è abbastanza libera ed anche gli andamenti hanno una successione non usuale.

Il concerto è continuato con un’opera di Simone Braconi “Elegia e capriccio per viola e pianoforte” un pezzo contemporaneo che lontanamente echeggia a Ennio Morricone.

Seguono Kachaturjan con Adagio al Balletto Spartacus, e Vocalise di Rachmaninov.

Vocalise è una opera composta è pubblicata nel 1914 appartenente alle opere romantiche, è una canzone che non contiene parole, ma solo note musicali è spesso è stato interpretato da viola e pianoforte come in questo caso.

Brahms scrisse per scherzo la sonata intitolata F.A.E. è appunto per violino e pianoforte, insieme a Schumann e Dietrich, la sua composizione è quella che rimase fruibile. “In un’occasione ci si aspettava la visita di Joachim. E Schumann, in un momento d’allegria, ci suggerì che avremmo dovuto comporre insieme una sonata per violino e pianoforte. Joachim avrebbe dovuto poi indovinare il compositore di ciascun movimento”. Joachim è il violinista a cui era dedicata la sonata.

Un concerto, questo al S.S. Apostoli, che lascia traccia nell’anima.

Cinzia Salluzzo Rovituso

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