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Le Soledonne @Teatro Le Salette

Le Soledonne al Teatro Le Salette

Quattro straordinarie attrici, sei attici unici, uno spettacolo incentrato sull’universo femminile diretto da Fabrizio Ansaldo. Per soli quattro giorni  Soledonne è stato ospite del Teatro Le Salette, un delizioso spazio nel cuore di Prati.

Amanda / Il Cerbiatto / Ricordati / Il Biglietto / La Voliera / Mascia Reese – La signora degli scarafaggi sono le storie in scena che hanno visto sul palco quattro attrici molto diverse tra loro per età, esperienza, presenza scenica ma tutte accomunate da una indiscutibile bravura: Diana Forlani, Annachiara Mantovani, Alessia Fabiani e Cristina Frioni hanno dato voce al mondo femminile. Ai dubbi, alla determinazione, al coraggio, alle paure e follie di personaggi nati dalla penna dello stesso regista.

Sei vite diverse, sei personaggi forti ma tutte circondate da una profonda solitudine. A differenza di quello che spesso capita di vedere, in una società che ha l’obbligo di difendere le donne sempre più spesso vittime di maltrattamenti,  le donne di Ansaldo sono carnefici di uomini, mai vittime se non delle loro follie.

Come quella di Amanda interpretata dalla giovane e brava Diana Forlani. Una storia avventurosa, di una bella donna dalla bella vita. Una vista piena di delitti contro chiunque provava sentimenti verso di lei. Emerge la sua solitudine e la sua follia. Una pazzia che la Forlani riesce ad interpretare con eleganza. Uno sguardo nel vuoto, un cambio di voce bastano per entrare nella mente di questa donna assassina che senza timore racconta il suo mondo.

Il cerbiatto o la vendetta del Demone vede sul palco una straordinaria Annachiara Mantovani  nei panni di una donna ricca e viziosa. Incontra un giovane che si rifiuta di baciarla. Lo punisce. E’ la soddisfazione con la quale  racconta l’accaduto a catturare l’attenzione. Non parla al pubblico ma alla sua serva, intenta a cucirle un vestito. Una donna muta, a cui Alessia Fabiani presta il volto. Una Fabiani che ritroviamo anche come protagonista de Il Biglietto. Il testo, a tratti leggero, nasce da un’idea di Cristiania Gaggioli. Una donna entra in un teatro, si stanno svolgendo delle prove. Lei non si cura di interrompere il lavoro di questi attori. Lei ha un solo obiettivo:  cercare l’autore di un anonimo biglietto d’amore che ha ricevuto. Un biglietto che l’ha costretta a fare i conti con se stessa, con quello che è stata, con il suo passato. Ripercorre le sue storie e si avventura in un viaggio intimo per giungere ad una conclusione:  ha perso l’occasione della sua vita, l’amore della sua vita. Un monologo importante per tutto il sottotesto che racchiude, ma un monologo anche ironico che comunque cela la nostalgia di qualcosa di bello che è andato.

In Ricordati due donne delle pulizie riordinano la camera di un albergo dove la sera prima è morto un uomo. Sul palco Cristina Frioni e Diana Forlani. La prima bravissima attrice che ben interpreta la cameriera affezionata al suo lavoro. La Forlani anche in questo monologo dà prova della sua grande bravura. Il suo ruolo non è semplice. Un personaggio  duro che nasconde, forse, un segreto. Quello che colpisce è il contrasto tra i due personaggi. Una debole, piegata al sistema, ad un lavoro che la sfrutta, che non le dà soddisfazioni ma che lei ama in quanto sua unica salvezza; l’altra forte, determinata, vendicativa disposta a tutto pur di non soccombere.

Ne La voliera, premiato nel 2005 alla rassegna del Teatro Integrato Internazionale di Roma, racconta la storia di una donna che minaccia di gettarsi dalla terrazza di un attico per protestare contro il ritorno in vita di un personaggio di una fiction televisiva. In scena Annachiara Mantovani nei panni della donna da infinite incertezze.s

Infine, in Mascia Reese – La signora degli scarafaggi, liberamente ispirato al racconto “The roaches” di Thomas M. Disch, racconta una città in fermento per i moti di protesta giovanili, il raduno musicale di Woodstock e la guerra del Vietnam.  Siamo nel 1969 e una giovane donna americana si trasferisce a New York per cercare lavoro. Il monologo finale è messo nelle mani esperte della Frioni che incanta il pubblico per il phatos che riesce a trasmettere.

Donne che raccontano storie di donne ai limiti, che hanno commesso crimini, veri o presunti, ma che raccontano anche emozioni, affetti, sentimenti e limiti umani. Fabrizio Ansaldo che ha diretto magnificamente le quattro attrici che hanno avuto la possibilità di raccontare il mondo femminile da un altro punto di vista. Donne forti senza scrupoli, donne che non devono chiedere nulla se non di essere amate.

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