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Strepitoso successo per la prima Ago- Capitano Silenzioso

Dal 1 al 6 ottobre al mitico Teatro Ghione è di scena Ago – Capitano Silenzioso, la storia e la vita di Agostino Di Bartolomei, denominato il Capitano Silenzioso per la sua singolare personalità, storico capitano romanista  della Roma degli anni ’80. Adorato dai tifosi e dalla curva Sud che chiude la sua vita con un colpo di pistola. Ed è Ariele Vincenti a curarne la regia e la messa in scena come attore, in un monologo variegato ed emozionante, una prova delle sue capacità di performer straordinaria.

Ariele Vincenti, attore romano, si forma nella scuola “Teatro Azione” diretta da Isabella del Bianco e Cristiano Censi. Successivamente segue seminari dove studia varie tecniche teatrali, con Giancarlo Sepe, Michele Monetta, Giancarlo Fares, Elio Pandolfi, Alfredo Colambaioni. Quindici anni fa inizia la sua carriera teatrale. Nel ruolo di attore svolge più di settanta spettacoli, molti dei quali con tournè nazionali, partecipando anche a varie fiction e cortometraggi. Parallelamente si occupa di regia lirica e teatrale dirigendo 4opere e 3 spettacoli di prosa. Ha lavorato con Ugo Pagliai, Simone Cristicchi, Paola Gasmann, Armando Pugliese, Antonio Calenda, Nicola Pistoia ecc….Negli ultimi anni si specializza sulla drammaturgia contemporanea e sul teatro civile. Nel 2015, è attore e co- autore di “Cose popolari”, spettacolo che va in scena in molti teatri italiani. Nel 2016 debutta con il suo primo monologo “Marocchinate” scritto insieme a Simone Cristicchi, con la regia di Nicola Pistoia.1

Il monologo è coinvolgente grazie ad un sapiente uso delle luci ed una scenografia essenziale. Solo uno striscione su un muro grigio, con accanto una scala, sullo striscione una scritta “Silenzio” in onore del Capitano morto, collocato idealmente nella sua vecchia casa di Tomarancia .

Ariele interpreta diversi personaggi il narratore principale è Giancarlo, un ex ultrà che è appena venuto a conoscenza della morte del suo vecchio amico Agostino ricorda la borgata da dove proveniva, tra innumerevoli scontri tramite partite di calcio, nei prati del quartiere, prati che ora non ci sono più e che rimangono solo un ricordo sbiadito. Delinea Agostino come un uomo di altri tempi, un uomo che portava la romanità con eleganza nel mondo, che non sapeva fingere, emblema di valori di cui i giocatori moderni sono solo stereotipi. Un monologo con un ritmo serrato, in cui Ariele parla di una società degli anni ’80 scomparsa, di un calcio ormai passato. Ma la vera magia è sul palco la permette la luce. Giancarlo incontra esseri umani diversi tra loro,  durante il suo racconto, e Ariele gli dà voce attraverso un cambio di luce.

Si abbassano le luci sul palco e Ariele illuminato da un fascio di luce interpreta i vari personaggi in momenti strategici del monologo, come ad esempio il barbone ex tifoso della Roma che suggerisce il titolo dello striscione: Silenzio. Sono fantastici e autoriali i cambi improvvisi di personaggio, essi mostrano la bravura dell’interprete.

Ariele ha vinto una grande scommessa portando in scena un testo popolare, un testo difficile che lo coinvolge interamente ma da cui riesce a distaccarsi sul palco solo come un grande attore sa fare .Non ultima la bravura con la sua sottile ironia a rendere un testo che racconta una storia drammatica leggero.

 

AGO, Capitano silenzioso, scritto diretto e interpretato da Ariele Vincenti. La canzone “Il calcio figlio del popolo” è di Emilio Stella.  Collaborazione, in versi, di Er Pinto. Foto di scena di Gabriella Vaghini. Ufficio stampa Teresa Bartoli e Ufficio Stampa Teatro Ghione Maurizio Quattrini.

1 tratto dal sito Corvino Produzione

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