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Il ritorno di Elisa in duetto con Francesco De Gregori

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Uno dei più grandi appuntamenti discografici previsti nel 2018 era sicuramente il ritorno di Elisa Toffoli: la prima canzone ufficiale della nuova esperienza discografica con la “Universal” dopo aver lasciato a 22 anni di distanza la “Sugar Music”. Elisa spiazza tutti con un brano emozionante, intimo tra l’abbandono e la riscoperta. Un brano scritto, interamente sia testo che musica, da Lei, duettato con il super “cantautore italiano” Francesco De Gregori.

Alla fine di un estate arriva dritta, senza chiedere il permesso, entra in casa e ti spacca lo stomaco; non è una canzone, ma una “grande canzone”!

Una canzone che ti ubriaca ti trascina giù per le strade della città, un brano che ti riposa e ti porta “in giro dalla tristezza: quella che ti frega e ti prende le gambe”.

“Quelli che restano” è il nuovo singolo di Elisa o forse è la canzone di tutti… di tutti quei pazzi… di tutti “quelli che restano” anche quando “più di una volta e più di un pensiero è stato così brutto da non dirlo a nessuno” non volevano più restare.

Di tutti quei pazzi che restano e non si sentono mai soli e si perdono “Tra occhi più o meno distanti e qualche ricordo importante che si sente sempre”.

Di tutti quei pazzi che possono voltarsi dietro e non trovare nulla o correre sparati avanti contro un muro, ma non hanno mai sentito lo stesso dolore di quanto hanno aspettato qualcuno. Di chi ha aspettato qualcuno con gli occhi vigili e attenti guardando una precisa stella in mezzo a milioni… restando in piedi barcollando su tacchi che ballano. “E chissà quante volte ci avete preso per dei coglioni”, “Ma quanto siete stanchi e senza neanche una voglia
Siamo noi quei pazzi che venite a cercare”.

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ELISA ft. FRANCESCO DE GREGORI
QUELLI CHE RESTANO

È che mi chiedevo se la più grande fatica è riuscire a non far niente
A lasciare tutto com’è fare quello che ti viene e non andare dietro la gente
È che mi perdevo dietro a chissà quale magia quale grande canzone in un cumulo di pietre
Sassi più o meno preziosi e qualche ricordo importante che si sente sempre

È che mi lasciavo trascinare in giro dalla tristezza quella che ti frega e ti prende le gambe
Che ti punta i piedi in quella direzione opposta così lontana dal presente
Ma noi siamo quelli che restano in piedi e barcollano su tacchi che ballano
E gli occhiali li tolgono e con l’acceleratore fino in fondo le vite che sfrecciano

E vai e vai che presto i giorni si allungano e avremo sogni come fari
Avremo gli occhi vigili e attenti e selvatici degli animali

È che mi voltavo a guardare indietro e indietro ormai per me non c’era niente
Avevo capito le regole del gioco e ne volevo un altro uno da prendere più seriamente

È che mi perdevo dietro chissà quale follia quale grande intuizione tra piatti sporchi e faccende
Tra occhi più o meno distanti e qualche ricordo importante che si sente sempre
Ma noi siamo quelli che restano in piedi e barcollano su tacchi che ballano
E gli occhiali li tolgono e con l’acceleratore fino in fondo le vite che sfrecciano
E vai e vai che presto i giorni si allungano e avremo sogni come fari
Avremo gli occhi vigili e attenti e selvatici degli animali
E più di una volta e più di un pensiero è stato così brutto da non dirlo a nessuno

Più di una volta sei andato avanti dritto dritto sparato contro un muro
Ma ti sei fatto ancora più male aspettando qualcuno

Ma ti sei fatto ancora più male aspettando qualcuno
Siamo quelli che restano in piedi e barcollano su tacchi che ballano
E gli occhiali li perdono e sulle autostrade così belle le vite che sfrecciano
E vai e vai che presto i giorni si allungano e avremo sogni come fari
Avremo gli occhi vigili e attenti e selvatici e selvatici selvatici
Siamo quelli che guardano una precisa stella in mezzo a milioni
Quelli che di notte luci spente e finestre chiuse non se ne vanno da sotto i portoni
Quelli che anche voi chissà quante volte ci avete preso per dei coglioni
Ma quanto siete stanchi e senza neanche una voglia
Siamo noi quei pazzi che venite a cercare
Quei pazzi che venite a cercare
Quei pazzi che venite a cercare
Quei pazzi che venite a cercare

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